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5 utenti bastano per testare il tuo prodotto

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Siamo sicuri che per ottenere informazioni importanti sull’usabilità dei nostri prodotti sia necessario elaborare test complessi, costosi e che prevedono il coinvolgimento di molti utenti – tester?
Secondo i dati riportati da NN Group (Nielsen Norman Group, leader nelle ricerche in ambito di user experience), non è così. Facendo testare il nostro prodotto a soli 5 utenti avremo già individuato l’85% delle problematiche. 

Quando sviluppiamo un prodotto non possiamo essere noi stessi a testarlo, avremmo una fruizione falsata in quanto sappiamo benissimo come funziona ciò che abbiamo realizzato. Non saremmo in grado di essere oggettivi. Pertanto è necessario prevedere delle sessioni di test con utenti che non conoscano il prodotto.

Ma quanto sforzo di tempo e di denaro può richiedere l’elaborazione e la realizzazione di questi test?

Secondo le ricerche condotte da Jakob Nielsen, fondatore di NN Group, e Tom Landauer, professore emerito presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università del Colorado e esperto dell’interazione uomo – computer, se elaboriamo test complessi e coinvolgiamo un gran numero di utenti – tester, stiamo solo perdendo denaro e sprecando tempo.

Un test con 5 utenti individua l’85% delle problematiche

 

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Potrà sembrarci paradossale, ma il nostro primo utente – tester sarà in grado di individuare già un terzo delle problematiche di usabilità del nostro prodotto. Con il suo contributo abbiamo già ottenuto importanti indicazioni.
Gli utenti – tester successivi non andranno a raccogliere dati eccessivamente differenti rispetto al primo utente, semplicemente aggiungeranno qualcosa di nuovo che il primo utente non aveva osservato. Questo perché ciascuno di noi è diverso e può aver compiuto un percorso differente.

Con il quinto utente – tester avremo ottenuto l’85% di informazioni utili e procedendo con altri utenti non otterremo niente di nuovo, ma un ripetersi dei dati raccolti in precedenza, salvo delle piccolissime variazioni.

“Ma” direte voi “il restante 15% non è importante?
Certo che lo è. Ma continuando a fare test dovremmo investire più denaro per coinvolgere più utenti e rischieremmo di non avere più budget (o addirittura tempo!) per fare nuovi test riguardo alle modifiche apportate in virtù dei dati raccolti.

Il suggerimento di Nielsen e Landauer è affidarsi all’iterative design, raccogliendo i dati ottenuti, risolvendo i problemi e poi procedendo a nuovi test, sempre con un massimo di 5 utenti – tester, che saranno in grado di evidenziare la percentuale mancante. Questa procedura ci permetterà non solo di non gravare sul budget, ma anche di raccogliere risultati migliori.

Iterative Design

 

La progettazione iterativa è una metodologia di progettazione basata su un processo ciclico: prototipazione, test, analisi dei dati, perfezionamento. Applicando l’iterative design ottimizzeremo il nostro budget e ci concentreremo sulla risoluzione dei problemi emersi.

Nel caso del nostro test, abbiamo ottenuto l’85% delle informazioni relative a problemi di usabilità con un primo round. Abbiamo quindi tutti i dati per eseguire i fix necessari. Una volta condotto il redesign, è necessario fare un nuovo test. In parte perché alcuni problemi potrebbero non essere stati risolti, e in parte perché nel fare un fix potrebbe essersi verificato un altro problema (fidatevi, succede!!).

Nel nuovo ciclo di test, i nuovi 5 utenti – tester evidenzieranno il 15% dei problemi non emersi nel primo ciclo. Quindi questo secondo round è servito per andare ancor più in profondità nell’analisi e far emergere problematiche di usabilità meno superficiali e più strutturali e anche per garantire la qualità dei risultati del primo studio effettuato.

Anche in questo caso faremo i dovuti fix e poi procederemo con un terzo, e ultimo, round di test per essere certi di avere un prodotto o un processo perfettamente funzionante.

Alcune precisazioni

Perché non fare test su un unico utente?

Vi abbiamo fatto notare che il primo utente – tester è quello che raccoglie il maggior numero di informazioni riguardo alle problematiche del nostro prodotto. Allora perché non possiamo basarci solo su un tester? Per due motivi principali:

  • Se ci basiamo su un solo utente possiamo correre il rischio di avere risultati condizionati dal comportamento di quella singola persona, se ad esempio ha eseguito azioni per caso o in modo non rappresentativo. Coinvolgendo altri utenti potremo avere un’idea che unisca la diversità di comportamento di ciascuno e gli elementi che invece possono essere generalizzati.
  • Il costo – beneficio dei test sugli utenti dà il massimo risultato tra 3 e 5 utenti. Abbiamo ovviamente sempre un costo iniziale, derivante dalla pianificazione ed esecuzione di uno studio, ma questo costo è ammortizzato dai risultati di più utenti.

Quando è opportuno coinvolgere più tester?

Nel caso in cui  il prodotto si rivolga a gruppi di target molto differenti tra loro, sarà necessario eseguire test su più gruppi diversificati di utenti. Ad esempio: se stiamo testando un sito web che è pensato per essere navigato da bambini ma anche da genitori, dovremo organizzare due gruppi (ciascuno di 5 componenti) che faranno emergere le problematiche di usabilità del rispettivo target.

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